| Per adesso il re del mercato è lui, Aurelio De Laurentiis. Nessuno in Italia ha speso quanto il Napoli, pochi in Europa a eccezione ovviamente dei paperoni del Real Madrid. «Comincia il secondo quinquennio del mio progetto e l’obiettivo adesso diventa l’Europa». Quell’Europa sognata, accarezzata, sfiorata. Poi svanita di botto a causa di uno sciagurato girone di ritorno: la delusione ha fatto scattare la molla e la reazione è stata immediata. De Sanctis, Quagliarella, Campagnaro, Cigarini e Zuniga: cinque assi per un totale che supera i 40 milioni, a detta di tutti gli operatori di mercato nessuno ha fatto meglio del Napoli.
Almeno fino ad oggi. «E non ci fermeremo qui» avverte il patron, al quale il dg Pierpaolo Marino mette un freno. Se non nei modi, almeno nei tempi: «Ci sarà qualche altra operazione ma non subito, per qualche giorno resteremo alla finestra» ha ripetuto il direttore generale, deviando i complimenti verso il presidente: «E’ lui che ha voluto questa rivoluzione, è lui ad essere sceso in campo direttamente, è lui che mette il portafogli a disposizione, dunque gli apprezzamenti fateli a De Laurentiis».
Quagliarella è stato il primo colpo, l’investimento più oneroso del nuovo corso azzurro iniziato cinque anni fa: circa 18 milioni. «La differenza con gli altri napoletani che dicono di voler indossare la maglia azzurra e Quagliarella sta tutta nel fatto che con lui la trattativa è stata aperta e conclusa in tre giorni» parole del presidente, che di persona ha tastato la finta disponibilità di altri napoletani che pure erano finiti nel mirino dei napoletani: su tutti Di Natale, corteggiato giorno e notte. Ma l’attaccante fa spallucce, pare per motivi familiari perché la moglie sarebbe poco attratta dall’idea di un trasferimento al Sud. Il Napoli cerca un centravanti di razza. E’ fatta direttamente con Pandev ma non con la Lazio che ha sparato 18 milioni: si aspetta che Lotito scenda a più miti pretese anche perché il macedone tra un anno si svincola a parametro zero. Abortita la trattativa per Pellissier, oggi l’alternativa al laziale si chiama Obinna.
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